ACI BONACCORSI – “Quando il drago vola, le stelle brillano…”. Così è intitolato il 19esimo memorial “Davide Cavalli”, che si è tenuto nel teatro comunale “Sciascia” di Aci Bonaccorsi, lo scorso sabato sera. Un evento marziale, che ha unito sia grandi e piccini, i quali sono accomunati da questa passione, per la cultura e stile di vita orientale, che viene tramandata dal maestro Limoli, che a sua volta fu allievo e apprendista del maestro Zhang Bing Bou. La nascita di questo memorial? <<E una ricorrenza nata da tanti anni fa, per ricordare il giovane minore tragicamente scomparso Davide Cavalli, allievo del maestro Rino Limoli, che durante il suo percorso nel mondo del karate ha lasciato il segno, non solo a livello sportivo, ma anche umano. Limoli ritiene che certi incontri, non avvengono per puro caso, ma che nel tempo crescono e maturano, quello di Davide è stato uno di questi. Il giovane Cavalli è stato un ragazzo che ha insegnato tantissimo al suo maestro, è riuscito a mantenere l’equilibrio tra fisicità e moralità, è stato come un figlio per il maestro, che a sua volta svolge questo memorial per rendere vivo il suo ricordo, un esempio che è stato per tutti. Ma non solo, è anche una promessa fatta dal maestro, affinché possa tramandare gli insegnamenti e le doti di Davide a tutte le generazioni>>. L’ingresso del maestro Limoli nel mondo del karate. <<Negli anni ‘70, l’accesso alle informazioni era decisamente più limitato rispetto ad oggi, quando internet ha reso ogni conoscenza immediatamente accessibile. Tuttavia, in un’epoca in cui era quasi impossibile reperire informazioni su argomenti specifici come le arti marziali, una passione profonda per il karate si stava già facendo strada nella vita di un giovane praticante. A soli sei anni, sentì una irresistibile necessità di praticare questa disciplina che, all’epoca si conosceva ben poco>>. Il percorso di questo appassionato sport si è evoluto rapidamente. << La scelta del karate non era frutto di una decisione consapevole, ma di un’ispirazione che sembrava provenire dall’interno. Come molti maestri delle arti marziali sostengono, è l’arte marziale a “scegliere” l’individuo. Per me questa scelta si è tradotta in una passione che, fin dai primi passi, ha segnato profondamente la mia vita. Questa dedizione mi ha spinto a superare le ore di allenamento programmate nelle palestre, continuando a praticare anche al di fuori dei corsi ufficiali. Il desiderio di migliorarsi e di capire sempre più a fondo la disciplina, mi ha condotto a una continua ricerca di perfezionamento>>. Il suo cammino lo ha portato a viaggiare in Cina, dove ha potuto approfondire le radici e la vera essenza del Kung Fu, un’arte marziale che rappresenta una delle tradizioni più antiche e ricche del mondo. <<Da più di 25 anni, il praticante si reca regolarmente in Cina, in cui ha l’opportunità di apprendere direttamente dalla fonte. Il mio maestro, che purtroppo è scomparso recentemente, mi ha trasmesso insegnamenti che vanno ben oltre la semplice tecnica, immergendomi completamente nella cultura delle arti marziali cinesi. In questi anni di pratica, è diventato chiaro che le arti marziali non sono solo un allenamento fisico, ma una filosofia di vita. La ricerca di equilibrio tra corpo e mente, l’approfondimento spirituale e il rispetto per le tradizioni hanno reso questo percorso una parte fondamentale della mia esistenza. La passione che mi ha guidato fin da bambino ha continuato a crescere, trasformandosi in una missione di vita che non smette mai di rinnovarsi>>. La scuola di arti marziali, tradizione e passione senza compromessi per il maestro Limoli. << Alla fine degli anni ‘80, decisi di fondare la mia accademia. Inizialmente come atleta e agonista, partecipavo a numerose competizioni, in cui ho accumulato esperienze che mi hanno permesso di diventare un punto di riferimento per le generazioni successive. Questa passione per le arti marziali, mi ha portato in seguito a dedicarmi all’insegnamento, con un focus costante sul miglioramento dei miei studenti. Nel corso degli anni, molti dei miei allievi hanno ottenuto risultati straordinari, con vittorie in competizioni internazionali in Paesi come Russia, Cina e Stati Uniti. C’è stata un’epoca in cui i miei studenti sono stati veri campioni. Hanno raggiunto traguardi incredibili, ma come accade in ogni cosa, le generazioni cambiano, e con esse anche le sfide e le opportunità. Uno degli obiettivi principali della mia Scuola è di mantenere vivo un insegnamento autentico, senza piegarsi alle necessità del mercato occidentale. Non possiamo e non dobbiamo occidentalizzare l’arte marziale. È una scelta di vita, una via che non è adatta a tutti, e che deve essere insegnata in modo puro, senza compromessi. L’obiettivo non è solo quello di formare atleti, ma di educare istruttori e futuri maestri che portino avanti una tradizione che affonda nelle radici della cultura marziale cinese. Quello che mi preme di più è lasciare un’eredità. Voglio che i miei allievi, a loro volta, possano insegnare agli altri in modo genuino, senza alterare nulla della tradizione, mantenendo intatta l’autenticità dell’insegnamento. In questo modo, la mia Scuola non è solo un luogo dove si impara il karate, ma un ambiente in cui si preservano e si tramandano valori che vanno ben oltre la semplice pratica fisica. L’obiettivo finale è formare una nuova generazione di istruttori e maestri che possiedano la stessa passione e integrità che lui stesso ha ricevuto dal suo maestro, assicurando che la tradizione delle arti marziali continui a vivere, fedele alle sue origini>>. Il Memorial Davide Cavalli all’insegna della Tradizione e dell’Innovazione nelle arti marziali. <<Nel corso di questo memorial, la nostra Scuola ha avuto l’opportunità di presentare una varietà di attività che mettono in luce la profondità e la ricchezza delle arti marziali cinesi, spaziando tra diverse discipline e stili. Una delle esibizioni principali è stata quella del Taiji, uno degli stili interni del Kung Fu. Sebbene sia comunemente percepito come lento e fluido, il Taiji è un’arte marziale che nasconde una grande forza nelle sue esecuzioni, con movimenti che, pur partendo da una pratica apparentemente dolce, rivelano una velocità e potenza impressionanti nella parte pratica. Questo stile si presta particolarmente a chi inizia la pratica a età avanzata, grazie alla sua capacità di adattarsi alle diverse esigenze fisiche, pur mantenendo una grande profondità tecnica. Oltre al Taiji, gli allievi più giovani hanno avuto l’occasione di esibirsi con le tecniche di *Talan*, che tradotto significa “mantidi religiose”. Inoltre, i giovani allievi si sono cimentati anche con il Wushu moderno, una disciplina che pur derivando dalle tradizioni cinesi, si presenta con un approccio più accessibile e dinamico, particolarmente adatto ai ragazzi. Il Wushu moderno, sebbene meno impegnativo rispetto al Wushu tradizionale, che richiede un impegno fisico molto più intenso, ha offerto una modalità divertente e coinvolgente per i più giovani di avvicinarsi al mondo delle arti marziali. Le esibizioni non si sono fermate qui: i ragazzi hanno anche mostrato delle tecniche con armi tradizionali come il bastone, la sciabola e il ventaglio, sottolineando la varietà e la versatilità delle pratiche marziali. Ogni esibizione è stata un omaggio alla tradizione, ma anche un invito a mantenere viva la passione e l’interesse per le arti marziali in tutte le sue forme, dalle più tradizionali alle più moderne. Questa manifestazione ha quindi rappresentato un perfetto equilibrio tra il rispetto per le radici storiche delle arti marziali cinesi e l’adattamento delle stesse alle nuove generazioni, sempre con l’obiettivo di trasmettere l’autenticità degli insegnamenti del maestro, senza compromessi>>. Ci racconti l’esperienza unica, quella del viaggio nel mondo del calcio e la Danza della Mantide Religiosa? <<Nel lontano 2019, un’inattesa e affascinante opportunità si è presentata per la mia scuola di arti marziali, quando siamo stati invitati a partecipare a un evento speciale. L’invito che ha sorpreso molto gli organizzatori, ha avuto come protagonista una delle performance più singolari della tradizione marziale: la danza della mantide religiosa. Un’esibizione che non solo ha avuto l’onore di essere realizzata per una squadra famosissima, ma che ha anche offerto un’esperienza davvero indimenticabile. È stata una grande sorpresa per me, ricordo con emozione quell’invito inaspettato. Poter realizzare una performance di questa portata, per una squadra di così alto livello, è stato un vero onore. È stato un momento speciale che ci ha permesso di entrare in un mondo nuovo, di scoprirne l’essenza, lontana dalle immagini che vediamo normalmente sui media. Il nostro gruppo è stato accolto con grande calore e rispetto, un’accoglienza che ha reso l’intera esperienza ancora più significativa. Ci hanno fatto sentire come parte della loro famiglia, e abbiamo avuto l’opportunità di esplorare tutto ciò che c’è dietro le quinte di un mondo che, per noi era sconosciuto. “Normalmente conosciamo il calcio solo attraverso le immagini dei gol e delle vittorie, ma pochi conoscono la realtà che c’è dietro. Quella visita ci ha permesso di scoprire un mondo affascinante e completamente diverso da quello che immaginavamo. Questa esperienza ha offerto un’occasione unica per ampliare gli orizzonti, dimostrando che le arti marziali, pur provenendo da una tradizione millenaria, hanno il potere di adattarsi e arricchire anche contesti moderni e inaspettati>>.
Alessio Piro